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06/03/2020
Lettera dell'Arcivescovo al tempo del Coronavirus

Carissime/i,

sento il dovere di mandarvi un saluto in questo tempo così particolare del Coronavirus.
Ci stiamo trovando in una situazione di incertezza e fragilità che pensavamo non dovesse più toccare noi. Caso mai altre popolazioni lontane... ma stiamo scoprendo che non esiste il lontano: siamo tutti collegati.
Le vie di internet che abbracciano tutto il mondo e che nel bene e nel male influenzano tutte le persone, ci danno una immagine di come il virus giunge da una parte all'altra del globo.
Però la stessa immagine ci deve aiutare a credere che anche la preghiera ha la sua rete da percorrere, mandando i suoi benefici ovunque. E anche se siamo invitati a rimanere in casa, questo non impedisce (anzi, può favorire) una sosta per metterci in collegamento con Dio e con tutto il mondo.
Vi invito a pregare in famiglia per rafforzare uno sguardo di fede, per irrobustire la speranza e per ricordare tutti coloro che nel mondo, vicini e lontani, stanno soffrendo più di altri a causa di questa contingenza (penso anche a coloro che vedono messo a rischio il loro lavoro). Un rosario in famiglia è di una forza che non si può misurare! Potete anche prendere le letture della messa del giorno o della domenica (su internet si trova tutto) per alcuni minuti di meditazione.
A Urbino la Adorazione Eucaristica perpetua (giorno e notte) non si è interrotta: ringrazio tutte le persone che certamente stanno davanti a Gesù nell'eucaristia per intercedere per tutti e per chiedere la liberazione da questa malattia. Anzi invito tutti coloro che si trovano a passare davanti a Santo Spirito ad entrare per una sosta di preghiera: lì non mancherà la distanza di sicurezza! Se poi qualcuno si vuole impegnare a ricoprire un turno di adorazione può telefonare a Stefano Mattei.
Infatti la preghiera è un grande aiuto per non lasciarsi prendere dallo sconforto e per vivere concretamente il bisogno che abbiamo di Dio. Bisogna ricordarsi anche di tutti coloro che nella sanità stanno esponendo se stessi per curare le persone malate. E anche per coloro che, rivestiti di autorità locale, regionale e nazionale, devono prendere decisioni difficili per il bene di tutti.
Se nella nostra zona, come in tante altre dell'Italia del Nord, le direttive dicono che non ci si deve radunare per incontri o altro, anche noi in chiesa osserviamo queste indicazioni per il bene di tutti e anche per il nostro bene: anche questa è prudenza ed é carità. Ciò non toglie che la nostra fede non possa esprimersi fortemente nella preghiera a Dio e alla Vergine Maria.
Vi invito a seguire alla televisione o alla radio la Santa Messa, così da vivere anche in questo modo momenti spirituali in famiglia.
Vedete quale Quaresima particolarissima siamo chiamati a vivere! Ringrazio i sacerdoti che sul territorio fanno sentire la presenza della comunità cristiana. Il Signore ci doni di poter arrivare a Pasqua liberati da questo virus.

Vi benedico.

Vostro vescovo, + Giovanni Tani

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