CERCA
ARCIDIOCESINotizie
diocesi
18/04/2020
Settima lettera del vescovo - UN NUOVO INIZIO

Settima lettera del vescovo - UN NUOVO INIZIO
 

Carissime/i,

continuo con voi a cercare di illuminare con il mistero di Gesù risorto la situazione in cui ci troviamo a causa di questa invasione del coronavirus. Il problema di fondo è sempre il male, la morte!

Noi crediamo che Gesù è la risposta alla morte. Sappiamo dalla Parola di Dio che dal primo uomo, a causa di una libertà vissuta a prescindere da Dio, si è diffusa nell’umanità (e nella natura) come un fiume di male, di sofferenze, e di morte causate quasi sempre dall’uomo stesso. “Salario del peccato è la morte” (Rm 6,23). Ma Gesù si è messo di traverso in questo fiume: si è lasciato inondare da tutto il male e da tutto il peccato e ha accettato la morte; con un amore che ha superato la violenza della morte. Risorgendo ha distrutto la morte è ha dato inizio a una nuova umanità.

Ora a noi la scelta: o continuiamo a viaggiare col vecchio uomo, o accogliamo l’Uomo Nuovo. Se ci mettiamo con Gesù risorto la sofferenza e la morte non avranno più la vittoria, perché con lui ci introdurranno nella Gerusalemme celeste dove “non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate” (Ap 21,4).

Il tempo della nostra vita è il tempo della nostra libertà: da che parte vogliamo stare? Vogliamo prendere parte al nuovo inizio?

Di fronte al dramma attuale il Papa in una Piazza San Pietro vuota pregava così: “Signore, ci chiami a cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta... il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo èÈ il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri”. Ricordava tanti “compagni di viaggio, esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita”; e ha ricordato: “medici, infermiere e infermieri, addetti dei supermercati, addetti alle pulizie, badanti, trasportatori, forze dell’ordine, volontari, sacerdoti, religiose e tanti ma tanti altri che hanno compreso che nessuno si salva da solo”. Così ci ha fatto capire che tutta la solidarietà scaturita in questo tempo fa parte del mondo nuovo da costruire. Sarà un indicatore da seguire anche dopo.

Ma ognuno di noi può dare un nuovo inizio in ogni momento. In questo tempo difficile o in tante situazioni della vita possiamo veicolare ciò che è vecchio o ciò che è nuovo; il male o il bene. Essere vecchi o essere nuovi. Un esempio?

In questa domenica 19 aprile avremmo voluto dare inizio all'anno centenario della Beata Margherita della Metola (Metola 1287 - Città di Castello 1320).

Nata cieca, zoppa, gobba fu rifiutata dai genitori che la tennero segregata. Ci fu un sacerdote che si prese cura di lei e la formò nella fede, alimentandola con l'Eucaristia e la Parola di Dio. Divenuta ragazzina, i suoi la portarono a Città di Castello per ottenere il miracolo grazie a un francescano morto in concetto di santità. Ma lì la abbandonarono, perché la guarigione non ci fu. Margherita cominciò a vivere mendicando aiutata da varie persone. Fu accolta per breve tempo anche in un monastero. Poi una famiglia la adottò e le diede un piccolo spazio, una sorta di soffitta, dove poteva pregare e fare penitenza. In tutto questo Margherita non reagì mai con rancore o risentimento. Non sviluppò sentimenti di vendetta. Non imprecò né contro i genitori, né contro gli altri, né contro Dio, né contro la vita. Avrebbe potuto veicolare un fiume di amarezza e di negatività e invece è stata ed è un fiume ricco di bene che continua a scorrere in Italia e in diverse parti del mondo. Alla sua morte fu subito proclamata santa dal popolo. Sono passati sette secoli ma il suo messaggio è estremamente attuale ed è per questo che a suo tempo realizzeremo tutto il programma che, assieme alla diocesi di Città di Castello, avevamo pensato per questo anniversario (che sarebbe andato dal 19 aprile 2020 al 9 maggio 2021). A tempo opportuno ci saranno tutte le comunicazioni su come si potrà procedere.

La sintesi per essere operatori del nuovo inizio che parte dalla risurrezione di Gesù è questa: “Vinci il male con il bene” (Rm 12,21). O anche: “Dove non c’è amore, metti amore e troverai amore” (San Giovanni della Croce).

Buona domenica della Misericordia.

Vescovo Giovanni 

Condividi
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.