CERCA
ARCIDIOCESINotizie
diocesi
10/05/2020
Decima lettera del Vescovo – NON SIA TURBATO IL VOSTRO CUORE

Carissime/i,

 

in questa quinta domenica di Pasqua abbiamo un brano di Vangelo proposto anche nella messa di venerdì 8 maggio e che il Papa ha commentato nella sua omelia del mattino. Vi suggerisco di meditare sulle parole del Papa. Clicca qui: La sua consolazione è vicina, veritiera e apre le porte della speranza.

Ci troviamo nell'ultima cena. Giuda è già uscito per portare a termine il suo tradimento. “Ed era notte” (Gv 13,30). Gesù ha appena detto a Pietro che lo avrebbe rinnegato. Il momento è triste, anche perché Gesù sta dicendo: “Ancora per poco sono con voi” (Gv 13,33).

In questo contesto ecco le parole: “Non sia turbato il vostro cuore” (Gv 14,1). È la quarta volta che il Vangelo di Giovanni parla di turbamento, in quattro capitoli di seguito e le prime tre si riferiscono al turbamento di Gesù! La prima volta, in occasione della morte di Lazzaro: Gesù, vedendo le sorelle di lui e tanti amici che piangevano, fu “molto turbato” (Gv 11,33). La seconda volta, in prossimità della sua passione, Gesù dice: “Adesso l’anima mia è turbata” (Gv 12,27). E la terza volta, durante l’ultima cena: “Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: In verità, in verità io vi dico uno di voi mi tradirà” (Gv 13,21). Quindi Gesù conosce molto bene questo sentimento, lo manifesta e ne parla. Ci può aiutare un vocabolario per specificare che turbamento significa: agitazione, ansia, apprensione, preoccupazione, inquietudine, paura, smarrimento, sconvolgimento, sconcerto, sbalordimento, sbigottimento, emozione, commozione, impressione, trepidazione. Il contrario di: calma, serenità, tranquillità, autocontrollo.

In un certo senso possiamo dire che mentre Gesù è turbato, dice a noi: “Non sia turbato il vostro cuore”! È una cosa un po’ strana, ma ci aiuta a entrare nell’umanità di Gesù e nei suoi sentimenti. Però Gesù non si lascia bloccare da questo stato d’animo e invita noi a fare lo stesso. Quante volte siamo turbati nella vita! In questo periodo di pandemia, poi, pensiamo spesso alla nostra situazione, al nostro futuro, a cosa potrebbe succedere a noi o ai nostri cari. Per non dire di coloro che si trovano dentro ai problemi in modo drammatico. Come facciamo a non turbarci?

Ecco la domanda: come evitare che il turbamento vinca su di noi? Come ha fatto Gesù? Nei brani di Giovanni sopra citati, si vede che il riferimento al Padre aiuta Gesù a non vacillare. Anche le parole: “Non sia turbato il vostro cuore”, sono subito seguite da: “Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me”.

Dunque dobbiamo essere come bambini che nella paura afferrano la mano del babbo e si sentono sicuri. Ma vi propongo anche un’altra immagine, completamente diversa e per me bellissima: la prendo dalla lettera agli Ebrei. L'autore immagina che Gesù abbia portato l’àncora della nostra imbarcazione, con la quale attraversiamo il mare della vita spesso molto agitato, in cielo, e l’abbia fissata nel cuore della Trinità: siamo invitati ad “afferrarci saldamente alla speranza… In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di là del velo del santuario, dove Gesù è entrato come precursore per noi” (Eb 6,18-20). Quindi possiamo essere sicuri che, comunque, non faremo naufragio.

La speranza è questa bambina spensierata che, secondo Charles Peguy, prende per mano la fede e la carità e se le trascina avanti.

 

Buona domenica e… rinnovati auguri alle mamme.

 

Vostro Vescovo Giovanni

Condividi
Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy.