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17/05/2020
Undicesima lettera del Vescovo – RESPONSABILI IN UN TEMPO SPECIALE
Carissime/i,

 

queste mie riflessioni settimanali sono iniziate con la seconda domenica di quaresima (era l'8 marzo) quando è iniziato questo lungo periodo di messe con la gente a casa, e terminano con questa sesta domenica di Pasqua, l’ultima (speriamo) prima di avere la possibilità (limitata) di riprendere la messa con la presenza della comunità in chiesa. Undici domeniche che ricorderemo!

Ma anche le prossime rimarranno nella nostra memoria con tutte le raccomandazioni scritte sui cartelli all'ingresso delle chiese: indossare le mascherine, entrando disinfettare le mani, tenere la distanza di sicurezza, numero limitato di posti. Ci viene chiesto di essere cittadini responsabili, per noi e per gli altri. Il virus non è scomparso.

Riprendendo la vita, ci renderemo conto di quante cose sono cambiate e quanti stili di vita che ci erano abituali dovremo rivedere e modificare. Ci vorrà molta pazienza.

Qualcuno dice che non sarà semplice rimettere in movimento la “macchina” della parrocchia. È vero che non si è mai fermata completamente, ma bisognerà vedere cosa si potrà fare in questa nuova fase senza catechismo in presenza, senza campi estivi; prime comunioni e cresime rimandate in autunno o all'anno prossimo. Senza incontri di approfondimento biblico, teologico, spirituale. Come faremo i Consigli parrocchiali e diocesani? Come porteremo avanti il nostro Sinodo diocesano? Avevamo l'agenda piena di appuntamenti: bisogna riformulare tutto e tralasciare molte cose. Lavorare di telefono e con varie piattaforme comunicative che permettono incontri di gruppo… rimanendo a casa.

Forse tutto questo ci ha aiutato e ci aiuterà su ciò che ci diciamo spesso: non si tratta soprattutto di fare, ma di essere. Evidentemente non dovremo stare con le mani in mano. Anzi ringrazio tutti coloro che anche nel pieno dell’emergenza hanno continuato ad adoperarsi per portare avanti l’essenziale: penso particolarmente agli operatori della Caritas che, a livello diocesano e parrocchiale, sono rimasti vicini a chi aveva bisogno di aiuto (e continuano a farlo). Ma questo tempo ci può richiamare a quel modo di essere che nasce nel battesimo e che ci immerge con Gesù nel cuore della Trinità. Il Vangelo di questa domenica ci aiuta: si tratta di Gv 14,15-21. Bisogna notare tutto l’intreccio di relazioni descritte: noi verso Gesù; Gesù verso il Padre per noi; il Padre e Gesù che ci donano lo Spirito; lo Spirito in noi per sempre; “in quel giorno saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”. È necessario leggere e rileggere molte volte, come spesso ci esorta a fare papa Francesco. Questo Vangelo parla a tutti noi, singolarmente e come comunità. Tutto ciò che facciamo ha questa origine profondissima, della quale dobbiamo prendere sempre più coscienza. Questo tempo speciale che viviamo potrebbe aiutarci a entrare di più in questo mistero di comunione.

Ci siamo resi conto non solo che questo tempo non è un tempo normale, ma che è un tempo speciale, che contiene in sé una grande forza di richiamo al senso profondo della vita. Avrete sentito dire che nella lingua greca il tempo normale è chiamato Krònos, mentre il tempo “speciale” è Kairòs, che significa tempo carico di significato, di esperienza, di emozioni, di messaggi, di novità. Ad esempio il tempo della venuta di Gesù è stato un kairòs. A me sembra che anche questa pandemia, se siamo disposti a cambiare, possa essere un kairòs. Ed è l’augurio che vi faccio.

 

Buona Domenica e buon cammino verso la Pentecoste.

 

Vostro vescovo + Giovanni.
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